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Ricevo una chiamata sul cellulare in un giorno festivo da un numero non noto e, come abitudine, rispondo sempre (salvo richiamare se sono impossibilitato a rispondere). La persona si presenta ed esordisce così:

“Ingegnere buongiorno e mi scusi tanto se la disturbo in un giorno festivo, ma ho un problema molto serio”
“Non si preoccupi, mi dica di cosa si tratta e vediamo se posso esserle d’aiuto” rispondo io.

“Si tratta di questo: ho una perdita all’impianto di riscaldamento e non riesco a venirne fuori: mi si svuota l’impianto, la caldaia va in bassa pressione e si blocca. Sono tre inverni che ho questo problema e nessuno è riuscito a risolverlo. Ho visto su internet che voi fate la termografia e vorrei che lei venga con urgenza a casa”.
“Guardi” dico io “ la termografia è uno strumento potente ma ha anche dei limiti. Se la perdita è piccola, se il tubo è molto profondo, se è stato usato un buon isolante nel massetto, potremmo non riuscire a trovare la perdita ed io le chiederò comunque il pagamento della prestazione professionale”.
“Non si preoccupi è un rischio che voglio correre, del resto ho già speso molti soldi inutilmente, mal consigliato da idraulici impreparati”

termografia perdita
Immagine termografica di una perdita in un tubo dell’impianto di riscaldamento

Ci diamo appuntamento per il giorno successivo ed arrivo di buon ora a casa del cliente. Accendo la termocamera, mi faccio indicare la caldaia e comincio a seguire il percorso dei tubi interrati. Dopo pochi metri e pochi minuti, vedo questa immagine:

“Accidenti, non è possibile”, penso dentro di me, “sono così fortunato che ho già trovato la perdita ?” Non ci credo e vado avanti, seguo tutto il percorso delle tubazioni e non trovo altro che immagini lineari come questa:

Termografia tubo integro
Immagine termografica di un tubo di riscaldamento integro

Allora ritorno più volte sul punto iniziale, lo guardo e lo riguardo con la termocamera, cambio la scala nel timore di essermi sbagliato, lo visualizzo da altre angolazioni, ma la macchia è sempre lì. Allora faccio vedere al cliente l’immagine e dico: “guardi, in questo punto, sotto questa mattonella c’è una derivazione a T dell’impianto. Probabilmente è stata giuntata o saldata male e si è rotta, creando una perdita. Chiami un muratore ed un idraulico a riparare il danno e mi faccia sapere”
“Grazie, grazie mille, le farò sapere senz’altro”

Tre giorni dopo mi chiama per ringraziarmi. La perdita era effettivamente lì, ha demolito solo una (dicasi una) mattonella, ha trovato il massetto bagnato ed il tubo fessurato. Da allora non gli si è più svuotato l’impianto. Sono soddisfazioni !

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